Storia di una giacca

storia-giacca-comistra

Storia di una giacca di lana e dei suoi amici.
Un giorno i proprietari di una giacca di lana che era stata indossata per molto tempo e ormai arrivata alla pensione, decisero di metterla in un sacchetto per comprarne una nuova.

Questo è l’inizio della storia di una vecchia giacca di lana consumata che, dopo aver servito in modo egregio, per molto tempo il suo proprietario viene gettata in un cassonetto da dove verrà poi raccolta da alcune persone. Arrivando in quel cassonetto però non si rende ancora conto di aver evitato una fine ben più tragica e cioè quella di essere incenerita o essere sepolta per sempre in una grande discarica.

Viene portata poi in un grande capannone dove, insieme a tanti altri suoi compagni, giacche, cappotti, giacconi, pantaloni, maglie, verrà presa da una mano esperta che la sistemerà in una grande montagna insieme ad altri abiti usati e che hanno fatto la sua stessa fine. Questa giacca si sente molto triste insieme ai suoi amici di sventura per essere stata abbandonata dai suoi proprietari e spera ancora che qualcuno, prima o poi, possa prendersi cura di lei.

Finalmente un bel giorno arriva in quel magazzino un commerciante di stracci pretese che vedendo la giacca e i suoi amici, fa loro una promessa: non preoccupatevi non siate così tristi, io vi porterò con me insieme a tante persone vi faremo uno splendido regalo. “VI RENDEREMO UNA NUOVA VITA”.

Portando la giacca e i suoi amici nel suo magazzino, il commerciante di stracci con grande maestria li divide per colore, per finezza e per composizione, quindi, cercando di vedere la somiglianza tra di loro farà tanti gruppi, questo stare tutti insieme, rallegra un pò la giacca.

Poi ci sono altre persone (sfoderatori) che, spogliandola dalla sua fodere e del tessuto interno la metteranno a nudo per poi convincerla a fare un viaggio al carbonizzo dove le verrà fatto un bel bagno con acido cloridrico per pulirla dalle impurità di cotone e viscosa.

Ma non è finita qui perché dopo il carbonizzo, altre persone (passatori) prenderanno delle grandi forbici e, come delle estetiste, toglieranno tutte quelle impurità che il nostro carbonizzo non è riuscito a levare.

A questo punto, dopo aver subito un’accurata pulizia degli estetisti, viene immessa insieme a tante altre, in una vasca di acqua con delle ruote piene di denti molto affilati (lavaggione) quindi viene strigliata a dovere facendo sì che ne rimangano solo tante piccole fibre come tanti capellini che saranno poi asciugati e impacchettati. Adesso incontreranno altri amici, molto forti come dei culturisti, di nome Nylon e Poliestere e tutti insieme andranno in filatura dove verranno uniti per sempre fino a quando un altro lavaggione non li separi.

Da questa unione nascerà del filato lungo, km e km e insieme ad altri fratellini unendosi creeranno, in orditura e in tessitura, una tela fitta fitta e compatta che un maestro abile e sapiente (chiamato tecnico) deciderà in una sequenza farli accomodare in quella che si chiamerà pezza greggia.

Essa verrà poi portata in un luogo chiamato RIFINIZIONE dove sarà lavata, asciugata, garzata, cimata ecc.. Uscendone ben pettinata e ammorbidita insomma di splendido aspetto.

Dopo che la pezza sarà completamente pronta affronterà quello che per lei sarà il viaggio più interessante e più lungo e cioè una qualsiasi parte del mondo dove un’azienda chiamata CONFEZIONE l’aspetterà per tagliarla, dandole forme abbastanza strane, rivestendola di fodere, tessuti interni e bottoni, simili a quelli che le erano stati tolti riportandola ad essere un altro abito nuovo. La sua cassetta ora sarà uno dei tanti negozi di abbigliamento in giro per il mondo dove farà di nuovo bella mostra di sé in una luccicante vetrina, finché, una delle tante persone che passeranno di lì, l’acquisterà e la indosserà di nuovo.

Come vedete questa storia ha una conclusione a lieto fine perché è la giacca e i suoi amici, che erano destinati ad una tragica sorte, sono ritornati, in una veste, magari diversa a splendere nuovamente ed a svolgere il loro compito cioè quello di proteggerci ancora dal freddo.

Questo, bambini è il miracolo che tanti pratesi stanno facendo da moltissimi anni e che, io mi auguro, insieme con molti miei colleghi, in questa splendida città, potremo continuare a fare magari in attesa di poter donare a voi questa nostra preziosa e meravigliosa eredità.

Fabrizio e Gloria